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Naturopatia, la scienza occidentale della vita

La Naturopatia è nata quando l’uomo, consapevole di essere parte integrante della natura e dell’universo ha scoperto che per vivere in buona salute e curare le malattie poteva usare il potere terapeutico dell’aria, luce, acqua, cibo, attività fisica e riposo.

Il primo uomo che sentendosi male ha digiunato e ha riposato ha usato, intuitivamente, un sistema di cura naturopatica.

La Naturopatia, così come l’Ayurveda e la Medicina Tradizionale Cinese, riconosce il potere guarente della natura quale forza vitale presente in ogni essere vivente e la considera la vera responsabile della salute psicofisica dell’uomo. Si occupa dell’intera persona e del modo in cui interagisce con l’ambiente e sottolinea il collegamento tra corpo, mente e spirito; dunque una visione ampiamente olistica caratterizza il pensiero di base della Naturopatia.

I principi della Naturopatia sono le leggi della natura per le quali un insieme è formato da parti tra loro interdipendenti. La terra, infatti, è formata di vari sistemi come aria, terra, acqua, piante e animali in perenne collegamento fra loro: perché la vita si mantenga, non ci può essere divisione, dal momento che ciò che accade ad uno di essi influisce anche sugli altri.

Le stesse regole valgono per un individuo considerato come un insieme formato da parti fra loro dipendenti: la parte fisica, mentale, emotiva e spirituale.

Se una parte non funziona o funziona male, influirà su tutte le altre generando la malattia.

Purtroppo, con l’affermarsi della visione meccanicistica del mondo e grazie all’avvento della moderna chimica, ogni sforzo è stato indirizzato per manipolare l’ambiente, le piante, gli animali e adesso anche l’uomo.

Oggi siamo convinti di poter cambiare anche le leggi della natura (Ogm e clonazione sono alcuni esempi), la salute è divenuta solo la mancanza di malattia e anche i medici più che curare gli ammalati sembrano interessati unicamente al sintomo della malattia, non al paziente: una “lotta” tra medico e malattia, prescindendo dall’ammalato che si riduce ad un semplice portatore del sintomo e della malattia! La medicina “scientifica” (allopatica, dal greco allos, “altro”, ovvero che cura con rimedi opposti al male) si è specializzata a tal punto di dividere le conoscenze in modo unicamente settoriale, riducendo sempre più il paziente ad una somma di funzioni e organi, a scapito della visione globale dell’uomo, disumanizzando la stessa professione medica.

Ai naturopati è affidato il compito di avvicinare l’uomo a una visione globale, ovvero olistica, di noi stessi, della natura e a considerare la medicina come una disciplina specializzata nell’ambito del più ampio campo dell’ecologia umana.


La storia della Naturopatia

Il pensiero naturopatico, comincia a prendere consistenza e assumere precise connotazioni solo verso il Settecento, grazie all’abate tedesco Kneipp, padre dell’Idroterapia.
La “natura” è anche uno dei grandi temi del Romanticismo, specie quello tedesco, che contribuisce a interpretarla come realtà organica e non meccanica, vivente e non priva di spiritualità propria.
La rinata medicina naturale si pone con forza e successo in netta contrapposizione con le pratiche mediche del tempo, che il più delle volte non solo non curavano, ma aggravavano le condizioni dei malati. Dall’Europa, il nuovo pensiero di vita e di cura si diffusero quasi subito anche nel nuovo mondo, a un punto tale che la stessa la parola Naturopatia è stata coniata da un medico di New York, John Sheel, nei primi anni del 1900 per descrivere i suoi metodi di cura. Egli ricavò il termine Naturopatia da “Nature’s Path” che significa, appunto, il “sentiero della natura“, cioè la via terapeutica indicata dalla natura.
La tradizione naturopatica ha avuto il predominio sulla medicina scientifica, fino agli anni ’30, poi, con l’avvento della chimica, delle teorie del Nobel Pasteur, lo sviluppo dell’industria farmaceutica, furono approvate una serie di leggi che affidavano la salute dei cittadini solo alla medicina allopatica, diventata, proprio per tale motivo, per noi occidentali, la …medicina ufficiale, ovvero “medicina di stato”!
Pasteur, però, prima di morire, fu costretto ad ammettere che “Il microbo non è niente, il terreno è tutto!”.
Con le sempre più crescenti patologie degenerative, da quadri di tipo ansioso- depressivo, i forti limiti della terapia farmacologia, la crescente richiesta di salute e di benessere psicofisica, hanno portato all’avanzamento delle medicine naturali e quindi anche della Naturopatia.
Dietetica, respiro, idroterapia, movimento, massaggio, fitoterapia, floriterapia, musicoterapica, cromoterapia, aromaterapia, sono le fondamenta su cui si è sviluppata la Naturopatia fino a oggi.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha modificato il concetto di salute, stabilendo che non è soltanto l’assenza di malattia, ma è uno stato di completo benessere fisico, psicofisico e sociale e ha consigliato – ad integrazione della medicina “scientifica”- l’inserimento della Naturopatia nei vari sistemi sanitari nazionali. La Naturopatia moderna oggi è usata da centinaia di milioni di persone in Australia, Nuova Zelanda, Sud Africa, Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Irlanda, Islanda, Norvegia, Svezia, Germania, Olanda, Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Grecia, Italia e molte altre parti del mondo.


Gli ambiti della Naturopatia

Lo scopo principale della Naturopatia è quello di cercare di normalizzare con metodi non invasivi gli equilibri spesso alterati per cause diverse quali l’inquinamento ambientale, lo stress, le intossicazioni anche di tipo alimentare, le cattive abitudini di vita che i ritmi ossessivi della nostra società ci impongono.
Bisogna precisare il ruolo del naturopata. Frequentemente, si scambia per Naturopatia tutto ciò che in qualsiasi modo, è attinente alla natura, e per naturopata colui che ha a che fare con queste attinenze.
Un erborista, ad esempio, non può essere considerato un naturopata solo perché conosce e propone l’uso di erbe, prodotto della natura. L’erborista, se vuole essere un naturopata non può lasciare il suo interesse confinato allo studio delle erbe, come l’omeopata ai rimedi omeopatici, il massaggiatore ai tocchi e alle manipolazioni del corpo, ma dovrà interessarsi della natura nel senso più completo.
Il naturopata opera attraverso:
- lo sviluppo delle potenzialità individuali di prevenzione l’informazione e l’educazione alla gestione e al rafforzamento delle proprie risorse fisiche, psichiche e emozionali.;
- l’individuazione del terreno costituzionale dell’individuo per mezzo dell’osservazione sistematica delle manifestazioni psicofisiche, delle predisposizioni agli squilibri bioenergetici, nonché la considerazione della sintomatologia relativa a squilibri che sono già instaurati;
- il riequilibrio degli eventuali squilibri energetici, attraverso trattamenti non invasivi mirati a stimolare le potenzialità di autoguarigione dell’organismo umano.
Inoltre sono oggetto di studio e d’intervento dei naturopati anche tutti quegli accumuli degli effetti di un’ alterazione non specificamente individuabile dal punto di vista chimico e medico, che la medicina “scientifica” non considera vere e proprie malattie, perché considerati disturbi senza patologie, ma che l’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce , definendoli “Cumulation Effects of Subclinical Everything”.


Naturopatia

Diciamo innanzitutto che cosa non è: non è un “pentolone” di tutte le discipline della Medicina non Convenzionale.

Se invece si vuole sapere esattamente che cosa è: per avere la definizione ufficiale di cosa è la Naturopatia, possiamo leggerla nel Grande Dizionario UTET. Questa definizione è stata data da Rudy Lanza (www.naturopatia.it)

Il Naturopata esercita innanzitutto attività formativa di conoscenza al pubblico di cosa fa il naturopata e chi è il Naturopata. Il Naturopata favorisce nel soggetto la capacità di autoguarigione, lavorando su uno dei pilastri della Naturopatia che è il Vitalismo, responsabilizzando in prima persona l’utente.

Colui che vive una situazione di squilibrio (non si parla di “malattia”) partecipa quindi attivamente al ripristino del proprio equilibrio, divenendo soggetto attivo.

Il Naturopata esercita attività di prevenzione: favorisce l’apprendimento delle conoscenze di prevenzione e collabora con le organizzazioni che cercano forme alternative di conservazione della natura, perché l’uomo è integrato nella natura e lo stato di salute dell’uomo è determinato anche dallo stato di conservazione dell’equilibrio naturale.

La raccolta dati del soggetto, ossia la semiologia, come anche la diagnosi, che per il naturopata è diagnosi costituzionale, vengono portate avanti secondo i concetti della fisiopatologia naturopatica (ad es. con l’Iridologia).

Autogestione della salute, concetto strettamente legato a quello di prevenzione e autoguarigione, dove il soggetto diviene il primo responsabile del proprio equilibrio, consapevole delle proprie predisposizioni e debolezze e dei modi per affrontarle in un’ottica di prevenzione.


Definizione di Naturopatia

Per arrivare a definire cos’è la Naturopatia, si può partire dalle definizioni di cosa sono le altre scienze mediche, sottolineando poi le differenze.

Iniziamo col dire cos’è l’Allopatia

E’ la classica medicina convenzionale. Il medico allopatico esegue una diagnosi attraverso i sintomi ed i segni (Semiologia); indaga per vedere e confrontare fra lo stato normale e la malattia. Attraverso l’analisi Nosologica (dei sintomi e dei segni), ha come obiettivo la definizione della malattia. La medicina allopatica si è occupata e si occupa della classificazione delle malattie più che l’individuazione dell’origine della malattia. Quando alla medicina convenzionale sfugge la classificazione di una malattia, tende a sfuggire da questa incapacità e tende a “non dare” una causa precisa. Dopo la diagnosi si prescrive la terapia che è volta ad eliminare i sintomi: l’eliminazione dei sintomi è identificata come l’eliminazione della malattia, dunque la scomparsa della malattia coincide con la scomparsa dei sintomi. L’allopatia concentra la sua attenzione sull’elemento esterno che invade il corpo e questo è identificato come causa della malattia; ad esempio un virus è un elemento esterno che invade un organismo, concetto derivato da Pasteur.

L’Allopatia non fa differenza tra un individuo e l’altro: in allopatia il virus o il microrganismo patogeno è la causa della malattia ma in realtà molti individui convivono con virus e microrganismi patogeni senza che questi riescano a manifestarsi semplicemente perché il sistema immunitario è forte e non ne permette lo sviluppo. Ad esempio l’Herpes Zoster, virus della varicella può restare nel corpo per anni e manifestarsi quando le difese immunitarie del soggetto si allentano (ad esempio l’herpes labiale ed il Fuoco di S. Antonio). Dunque la vera causa della malattia non è il virus ma l’indebolimento delle difese immunitarie dell’individuo dovuto ad una causa ancora più primaria e soggettiva.

In Allopatia l’uomo è un soggetto amorfo, statico, isolato dall’ambiente; è considerato come una carta assorbente. Purtroppo in Allopatia si delega il benessere ed il malessere proprio ad altri, per così dire alle “autorità competenti”, i sistemi sanitari che dettano legge sul fatto che l’Allopatia è la sola medicina ufficiale ed “offerta” nei servizi di Stato. La malattia è vista come un attacco di elementi esogeni .

Definiamo poi cos’è la Medicina Naturale

La Medicina Naturale assomiglia per molti aspetti all’Allopatia e deve essere applicata da un Medico. In questo caso l’unica differenza è che il medico dopo la diagnosi prescriverà dei rimedi naturali, ad esempio oli essenziali anziché antibiotici.

L’Omeopatia

Discende dal concetto di Ippocrate e di Hannemann. Un rimedio che in un soggetto sano provoca un certo sintomo, in un soggetto malato che manifesta quel sintomo lo fa passare. Il rimedio, di origine vegetale, animale o minerale, viene diluito e dinamizzato in fasi successive di diluizione e dinamizzazione fino ad ottenere un rimedio Omeopatico. La sperimentazione dei rimedi omeopatici viene fatta su soggetti sani per verificare che sintomi provoca; se li provoca li fa anche passare. L’omeopatia quindi non può essere un metodo di prevenzione proprio perché su un soggetto sano provoca dei sintomi; occorre quindi effettivamente aspettare di avere un determinato sintomo prima di assumere il rimedio omeopatico. Il rimedio omeopatico può essere diverso da soggetto a soggetto ed anche in omeopatia come in Naturopatia vi è una classificazione dei soggetti, una caratterizzazione morfotipologica.

Ora, per stabilire cos’è la Naturopatia definiamo quali sono i 3 principi fondamentali della Naturopatia.

1)      Causalismo

La , ossia non si concentra sul sintomo come malattia, ma va alla ricerca della causa della malattia stessa.

Per fare solo un esempio, vediamo cos’è l’Artrosi che è una malattia degenerativa delle cartilagini: in allopatia viene curata con antinfiammatori come il cortisone; in Medicina Naturale con la fitoterapia, usando antinfiammatori naturali come il Ribes Nigrum.

In Naturopatia si va alla ricerca della vera causa: l’artrosi è causata da una carenza di oligoelementi utili al funzionamento degli enzimi che regolano le reazioni metaboliche per elaborare la cartilagine: ci sono enzimi minerale/metallo dipendenti che in assenza del minerale/metallo specifico non funzionano. In Naturopatia si usano oligoelementi, in sinergia (minerali, metalli e metalloidi). Però non ci si ferma qui, ci si chiede perché un soggetto è carente di oligoelementi ed un altro no? Un’acidificazione dell’organismo provoca sempre una demineralizzazione (nel tentativo di combattere l’acidificazione vi è una rimozione di minerali per far tornare basico l’ambiente fisiologico); quindi l’acidosi provoca l’artrosi.

Il Naturopatia per curare un’artrosi somministrerà anche sostanze basiche per alcalinizzare.

La bravura del naturopata sta nell’andare all’anello iniziale della catena causale, andando a capire quale è la vera causa scatenante di tutte le sintomatologie di una malattia.

In altri casi si dovrà andare ad eliminare il sovraccarico nutrizionale; alcune sostanze di origine colloidale sono origine di bronchiti: non riuscendo ad eliminarle attraverso altre vie, l’organismo tenta di espellerle attraverso i polmoni. Infatti bronchi e polmoni non sono veri e propri organi emuntori (i filtri depuratori), quando lo diventano è perché si stanno facendo carico del lavoro di altri organi emuntori che non funzionano a dovere.

Il cervello affaticato blocca gli organi emuntori, i filtri dell’organismo: lo stress è la prima causa di blocco degli emuntori.

Un ulteriore esempio di causalismo è il seguente: prendiamo in considerazione il gruppo di organi Fegato, Intestino tenue e Colon, ed il plesso mesenterico che convoglia tutto il sangue raccolto alla Vena Porta per mandare il sangue al Fegato per essere trattato. Il plesso emorroidario è collegato al plesso mesenterico; in caso di emorroidi in allopatia si usano cortisonici; in medicina naturale Ippocastano o Ruscus. In Naturopatia invece si deve risalire alla causa primaria:

un sovraccarico tossinico viene trasportato dal sangue, attraverso la vena porta, al Fegato ; questo provoca una Congestione epatica che nel tempo si allarga alla Vena porta  e successivamente al Plesso mesenterico che successivamente si allargherà al Plesso emorroidario.

Quindi l’introduzione di troppe tossine (mediante l’alimentazione, stati di disbiosi, alterazioni interne di sostanze metaboliche, l’inquinamento, ecc) causa quindi infiammazione del plesso emorroidario. Per intervenire occorrerà fare un drenaggio epatico e diminuire il sovraccarico tossinico.

 

2)      Vitalismo

Si parte dal presupposto che l’energia Vitale (EV) esiste.

L’EV è misurabile con strumenti non convenzionali ed altri macchinari; ormai anche i 7 centri di energia cosiddetti Chakra, sono realtà e la loro esistenza è riconosciuta dalla Scienza ufficiale; non sono solo un pensiero filosofico orientale.

Il Vitalismo è un segno di “intelligenza” dell’organismo vivo. Tutti i meccanismi che avvengono automaticamente ed in sequenze definite all’interno dell’organismo vivente sono dovute all’EV.

Il meccanismo di Autoguarigione viene messo in moto da un soggetto carico di Energia Vitale.

Il Naturopata deve saper stabilire il livello di Energia Vitale del soggetto in analisi.

All’EV è legata la capacità di assimilare le sostanze nutritive perché è l’intelligenza di tutti i meccanismi fisiologici e biochimici degli esseri viventi.

Tanto maggiore è l’EV tanto più importanti e acuti saranno i sintomi, la patologia; così la malattia si presenterà o si manifesterà più a livello esterno, periferico (l’eczema sulla pelle per esempio). Infatti un alto livello di energia vitale permette di eliminare tossine in senso centrifugo. Più vi è espressione della malattia a livello periferico e più vi è Energia Vitale (attività centrifuga).

Al contrario l’attività centripeta tende invece a concretizzare, consolidare all’interno la patologia. La malattia cronica interna è spesso espressione di cure di sintomi precedenti (curare un eczema con l’allopatia vuol dire cronicizzate la malattia all’interno).

Per ricostruire una situazione compromessa di un soggetto ci vuole tempo, perciò il cliente deve essere “addestrato”. Mettendo a riposo alcune funzioni dell’individuo si può ripristinare o migliorare il livello di EV.  Il digiuno cura perché si dà al corpo la possibilità di sfruttare la parte di EV che si risparmia dall’assenza di digestione, che è molto dispendiosa dal punto di vista energetico.

L’EV è quindi fondamentale da tenere sotto controllo perché ci permette di valutare il potenziale di capacità dell’individuo di attivare i processi di eliminazione.

 

3)      Teoria degli Umori

A questo concetto è legata la capacità di eliminare tossine: disintossinare.

I cosiddetti Umori sono: il sangue, la linfa, il liquido extra e quello intracellulare.

E’ molto importante che ci sia un equilibrio tra ciò che introduciamo nell’organismo e ciò che eliminiamo. Negli umori finiscono tutti gli scarti che arrivano dal metabolismo interno (normalmente costituiti da elementi acidi come l’Acido Urico derivante dal metabolismo delle proteine della carne) o dall’esterno (farmaci, inquinanti respirati, ecc). Gli scarti devono essere eliminati attraverso gli emuntori, che possono essere considerati dei “filtri” veri e propri.

Esempi importanti di organi emuntori sono: la Pelle (ghiandole sudorifere e sebacee), i Polmoni, i Reni, il Fegato e l’Intestino (Tenue e Crasso), l’Utero (ciclo mestruale), Ghiandole salivari e Lacrimali.

Il bilancio tra la creazione e l’eliminazione degli scarti metabolici determina lo stato di salute, quindi il ristabilire un buon funzionamento degli Emuntori diventa un punto focale dell’attività del Naturopata per ristabilire lo squilibrio che eventualmente si è venuto a creare tra una Produzione Normale di scarti metabolici (tossine) ed un’Eliminazione Normale di questi stessi scarti.

Il Naturopata si avvarrà delle tecniche naturali a sua disposizione per ristabilire l’equilibrio perduto.


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Sono nato a Milano il 22 luglio 1956, ho vissuto e studiato a Milano fino al conseguimento della Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche con il massimo dei voti.

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