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4° pilastro metodo Kousmine: CONTROLLO DELL’ACIDOSI (pH fisiologico)

Nessuno dei 4 pilastri è primo o ultimo, tutti sono importanti allo stesso modo e nessuno deve essere trascurato per poter far funzionare alla perfezione il metodo. Il Controllo dell’acidificazione dell’organismo riveste comunque un ruolo determinante nel controllo dello stato di salute. L’equilibrio Acido-Base è considerato “l’equilibrio degli equilibri” nel mantenimento della funzione vitale.

Il pH o potenziale idrogeno rappresenta il grado di acidità o alcalinità di un sistema acquoso o una sostanza. Si misura su una scala che va da 0 a 14: valori al di sotto di 7 indicano acidità crescente con il diminuire del numero assoluto del pH (0 corrisponde al massimo di acidità); al di sopra di 7 i valori indicano alcalinità crescente fino ad un massimo di 14.

Il pH fisiologico normale dell’uomo ha un valore di poco superiore a 7 (il sangue venoso presenta un pH di 7,32-7,42 o poco più). Valori al di sotto di questo limite denotano un eccesso di acidità, al di sopra, invece, un eccesso di alcalinità. Il mantenimento di un pH fisiologico poco superiore a 7, consente

ai processi vitali dell’organismo umano di avvenire regolarmente e svolgersi in completezza allo scopo di garantire uno stato di salute ed un Potere di Autoguarigione naturale.

Mi piace fare un esempio parallelo per far capire il concetto: chi ha il “pollice verde” sa che le piante hanno una capacità vitale in funzione dell’acidità del terreno in cui vivono; una pianta che necessita di un terreno alcalino, messa in terra acida vi mostrerà in tutto e per tutto la sua incapacità ad uno sviluppo regolare, a manifestare colori che non le sono propri, foglie giallognole anzichè verdi, e a crescere con difficoltà fino a deperire e magari anche morire. Allo stesso modo si comportano i 75 trilioni di cellule che compongono il nostro corpo.

La normale attività fisiologica del nostro organismo (il metabolismo umano) produce acidità in continuazione: il metabolismo di proteine, carboidrati e lipidi è fonte di residui acidi, così come il semplice digiuno e l’attività fisica intensa. Se a questi si aggiungono una carenza di Oligoelementi e Vitamine, Stress, Farmaci, Veleni ambientali, Pesticidi e Conservanti, Stati psicologici come la paura, l’ansia e la rabbia, si moltiplicano le possibilità di non riuscire a tenere sotto controllo il pH fisiologico. Di contro, alimenti come le verdure e la frutta, e comunque una dieta equilibrata e vegetariana, attività fisica leggera, respirazione all’aria aperta (possibilmente pulita!), tecniche di rilassamento e meditazione, Pranayama, il bere molta acqua pura, sono alcalinizzanti ed in grado di contrastare l’accumulo di acidi.

Sappiamo già che la trasformazione delle sostanze che assorbiamo attraverso l’alimentazione richiede l’intervento di enzimi che sono generalmente attivati da Minerali, Oligoelementi e Vitamine. Se questi vengono a mancare a causa di un’alimentazione carente, la suddetta trasformazione non può avvenire e dato che le sostanze intermedie delle catene metaboliche sono quasi sempre degli acidi organici, ciò provoca un accumulo anormale di acidi metabolici e un conseguente eccesso di acidità. Gli acidi in eccesso, in condizioni di normalità, vengono neutralizzati dai sistema tampone fisiologici, dai polmoni (espulsione di anidride carbonica) e dai reni (che conferiscono all’urina un pH acido). Grazie al valore del pH urinario è quindi possibile individuare l’eccesso di acidificazione dell’organismo.

phPer determinare con esattezza il pH dell’urina, è sufficiente una cartina tornasole che, bagnata anche con una sola goccia di urina, si colora di una tonalità corrispondente a un valore di pH leggibile direttamente sulla scala indicatrice della confezione (si può acquistare in tutte le farmacie, viene venduta a rotolini ed è sufficiente quella per la lettura di valori di pH tra 1 e 11, dal rosso al blu scuro).

Il corpo umano, nel suo normale funzionamento e, a maggior ragione in quello patologico, si presenta come un vero e proprio generatore di acidi. L’organismo tende comunque ad acidificarsi anche in situazioni semplici come il digiuno; tale acidificazione è provocata anche da altri fattori come la vita sedentaria, la presenza di infezioni e lo stress e malattie. Generalmente una dieta vegetariana è in grado di fornire numerose basi provenienti dai Sali alcalini degli acidi organici.

Se l’organismo è sano e ben equilibrato e riceve sufficienti quantità di sostanze basiche di origine alimentare, esso presenta il pH della seconda urina del mattino sostanzialmente identico a quello del sangue. Appena svegli, l’urina può avere un valore di pH uguale a 5, o anche inferiore, perché il riposo notturno è servito ai reni per eliminare i prodotti dei rifiuti acidi che sono presenti abbondantemente nel liquido urinario. È importante quindi effettuare la misurazione del pH urinario nell’arco della giornata per tre volte iniziando dopo il primo svuotamento del mattino, bevendo un bicchier d’acqua e raccogliendo il primo campione dal successivo svuotamento in poi, appuntando i valori rilevati.

Il permanere di uno stato cronico di acidosi, dovuto all’impossibilità dell’organismo di neutralizzare i metaboliti acidi, è accompagnato da una serie di sintomi e possibili patologie che in generale possono essere così riassunti:

  • invecchiamento precoce di tutto l’organismo.

  • costante sensazione di stanchezza o comparsa di momenti improvvisi di debolezza in cui ci si sente completamente svuotati

  • ipertensione e tachicardia

  • ipossia

  • arteriosclerosi

  • iperacidità gastrica, difficoltà digestive, colite

  • artrite, reumatismi, , osteoporosi

  • stati infettivi, infiammatori, allergici recidivanti

  • forte indebolimento delle difese immunitarie

  • dolori muscolari

Ma ecco di seguito un lungo elenco abbastanza completo delle parti del corpo più colpite e dei disturbi provocati dall’acidificazione dell’organismo:

Testa e occhi:

  • grande pallore (dovuto alla contrazione dei capillari);

  • mal di testa;

  • occhi lacrimosi e sensibili;

  • congiuntivite;

  • blefarite;

  • cheratite.

Bocca:

  • gengive infiammate e sensibili;

  • afte;

  • fessure agli angoli delle labbra.

Denti:

  • sensibilità e irritazione dei denti dopo aver consumato alimenti freddi, caldi;

  • carie;

  • nevralgie dentarie.

Stomaco:

  • acidità e dolori di stomaco;

  • rigurgiti;

  • spasmi;

  • ulcere;

  • reflussi gastroesofagei;

  • alitosi;

  • ernia iatale

Intestino:

  • disordini intestinali;

  • bruciori al retto;

  • predisposizione alle infiammazioni dell’intestino;

  • stipsi;

  • flatulenza;

  • autointossicazione;

  • micosi e candida;

  • emorroidi;

  • feci dure e secche;

  • lingua impaniata sulla parte posteriore;

  • alito cattivo al mattino;

  • rigurgiti;

  • ulcere gastro-duodenali;

  • colite;

  • insonnia con sensazione di digestione lunghissima.

Reni e vescica:

  • urine acide;

  • irritazioni e bruciori alla vescica e all’uretra;

  • poliuria (minzioni frequenti e abbondanti con urine chiare) da irritazione renale;

  • calcoli renali e vescicali.

Vie respiratorie:

  • raffreddori;

  • tosse e bronchiti frequenti;

  • sinusite;

  • mal di gola;

  • tonsille e adenoidi ingrossate;

  • tendenza alle allergie.

Pelle:

  • cellulite;

  • ritenzione idrica;

  • sudore acido;

  • pelle secca arrossata e irritata nelle zone sottoposte a forte sudorazione;

  • fessure e screpolature tra le dita e intorno alle unghie;

  • micosi;

  • orticaria;

  • foruncoli;

  • eczemi di varia natura;

  • unghie fragili, striate, con macchie bianche.

Apparato muscolare:

  • crampi e spasmi frequenti.

  • miogelosi

Capelli

  • calvizie o alopecia nell’uomo e nella donna.

Apparato osseo e articolare

  • Demineralizzazione dello scheletro;

  • osteoporosi;

  • tendenza alle fratture;

  • legamenti molto deboli;

  • schiacciamento delle vertebre;

  • ernia del disco;

  • infiammazione e sclerosi dei legamenti;

  • dolori articolari migranti;

  • artrite e artrosi;

  • crampi;

  • gotta;

  • decalcificazione;

  • demineralizzazione;

  • mialgie;

  • poliartrite;

  • rachitismo;

  • reumatismo;

  • sciatalgia;

  • torcicollo.

Apparato cardio-circolatorio

  • cattiva circolazione;

  • eccessiva sensibilità al freddo;

  • geloni;

  • pressione alta;

  • colesterolo alto;

  • maggior rischio di infarto;

  • tendenza alle anemie.

Organi genitali

  • candida ricorrente;

  • infiammazione dei genitali e possibilità di infezioni (pruriti, eritemi, vulviti).

Sistema nervoso

  • ansia;

  • irritabilità;

  • insonnia;

  • emicranie e cefalee;

  • agitazione e iperattività (anche nei bambini).

In condizioni di emergenza, in attesa che un’alimentazione corretta mostri i suoi effetti, l’unico rimedio possibile è un apporto sistematico di sostanze alcaline costituito da miscele di citrati alcalini o bicarbonati, ma a condizione che non sussista una insufficienza renale. Il rene, infatti, elimina rapidamente le basi in eccesso non appena queste superano il limite concesso e un rene sano garantisce un’escrezione rapida di bicarbonati e citrati in eccesso impedendo una iperalcalinizzazione dell’organismo.

schemaIl grafico indica i limiti minimi e massimi del pH in condizioni di normalità; dalle 6,30 circa del mattino fino alle 20,00 della sera il pH fisiologico dell’urina dovrebbe trovarsi al di sopra del valore di 7,00. In regime di controllo dell’acidosi si rivela molto importante non introdurre con il pasto serale alimenti acidificanti (proteine, grassi e carboidrati) o limitarne l’uso il più possibile nonchè evitare attività fisica intensa che può condurre a importanti stati di acidosi.

Gli alimenti alcalinizzanti sono: in linea di massima tutta la verdura e la frutta, tra i cereali il miglio, semi oleosi come le nocciole, le mandorle, noci del Brasile e pinoli, le castagne; sono considerati neutri i latticini come il latte non bollito, lo yogurt, il kefir, il mascarpone, la ricotta, il burro e gli oli vegetali come quello di oliva, girasole, cartamo o cardo, sesamo.

Tutto il resto è da considerare acidificante.

Non si devono confondere i cibi acidificanti o alcalinizzanti con i cibi a reazione acida o alcalina; per fare un esempio per tutti, il limone è un frutto a reazione acida ma è alcalinizzante.

Ecco che ancora una volta l’alimentazione e lo stile di vita sono determinanti anche per un corretto controllo del pH fisiologico e quindi della salute.


Chi sono

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La mia storia

Sono nato a Milano il 22 luglio 1956, ho vissuto e studiato a Milano fino al conseguimento della Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche con il massimo dei voti.

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