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3° pilastro metodo Kousmine: IGIENE INTESTINALE

Quando si deve intraprendere il cammino sulla strada delle depurazioni, il primo passo è sempre difficile a meno che la motivazione sia tale e tanta che questo primo passo diventi automatico. Non siamo abituati a pensare al nostro intestino se non quando ci duole o ci causa qualche fastidio oppure quando sono ben 4 giorni o più che non sentiamo il richiamo della toilette e un fastidioso gonfiore o tensione addominale non ci fanno stare tranquilli e spesso neanche dormire sonni regolari. D’altra parte sono cosciente del fatto che la maggior parte della popolazione mondiale vive in funzione della cultura che vige nella società in cui abita e scommetto che non ci sono molti paesi al mondo che insegnano ad aver cura del proprio intestino come del proprio aspetto e della propria pelle! Qualcuno ancora scrive e comunica che la pelle è l’organo più esteso del nostro corpo: ben 2 metri quadri mediamente! Solo in pochi casi ed in testi molto attinenti all’argomento si ricorda che se estendiamo completamente la superficie, disponibile all’interno, del nostro intestino potremmo coprire un campo da tennis: parliamo di 350 metri quadri e più! Inoltre, sebbene il nostro intestino stia dentro l’addome come altri organi, esso ha due connessioni con l’ambiente esterno: la bocca e l’ano. A meno di specifici sistemi di chiusure (orifizi, valvole) potremmo considerarlo una superficie del nostro corpo a contatto con l’ambiente esterno ben più ampia della nostra pelle. E l’ambiente esterno immediatamente a contatto con la superficie intestinale è un mondo di microrganismi estremamente complesso; un ecosistema vero e proprio con una sua popolazione residente in perfetta simbiosi con noi, quando tutte le cose funzionano come si deve. La quantità di microrganismi presenti nel nostro intestino potrebbe essere in concorrenza con il numero di cellule che compone il nostro corpo e le differenti specie che la compongono vivono in un equilibrio che, se sano, rappresenta una fonte sicura di salute e benessere per noi.

Tuttavia non ci ricordiamo e spesso non sappiamo (ma purtroppo non lo sanno neanche i nostri medici) che questo equilibrio dovrebbe essere al centro dell’attenzione molto più spesso di quanto in realtà non succeda o non ci insegnino a fare. Facendo un piccolo esempio, quando il medico ci prescrive degli antibiotici per via orale, difficilmente ci si ricorda che un tale trattamento può sconvolgere l’equilibrio dell’ecosistema intestinale e se proprio ce ne ricordiamo noi, e glielo chiediamo espressamente, riesce  anche a prescrivere il peggior probiotico che ci sia sul mercato.

Il Metodo Kousmine è costituito da pilastri, e, trattandosi di pilastri, è utile ricordare che, così come per i palazzi, anche nel Metodo Kousmine tutti i pilastri sono importanti allo stesso modo, affinchè il palazzo possa stare in piedi; anche  il Metodo Kousmine per funzionare ha bisogno che i suoi pilastri vengano costruiti e mantenuti.

Entrando nel merito del tema è utile sottolineare quanto piccola sia la vicinanza tra l’ambiente “esterno” nel nostro intestino (il lume intestinale interno) ed il circolo sanguigno: una membrana di soli 25 micron di spessore (25 millesimi di millimetro) separa il circolo sanguigno dall’ecosistema intestinale costituito da microrganismi, cibo, cibo in digestione, cibo digerito o maldigerito e feci, il tutto anche spesso condito da un mare tale di schifezze (decisamente correlate alla nostra cattiva alimentazione ma anche da un mare di sostanze che gli alimenti industriali contengono, come gli additivi, i conservanti, i pesticidi, ecc.) che persino i microrganismi inorridiscono, al punto che sono costretti a trasformarle in sostanze che spesso sono ancora più tossiche di quanto non fossero in partenza (prodotti di putrefazione, come la putrescina, la cadaverina, l’indolo e lo scatolo, di un’alimentazione carnivora ad esempio sono sostanze considerate cancerogene).

La maggior parte dei microrganismi dell’ecosistema intestinale sono patogeni, quindi un vero focolaio di potenziale infezioni che tengono impegnato non poco il nostro sistema immunitario; ecco perchè la natura ha fatto in modo che la famosa membrana di 25 micron venga rinnovata molto spesso (nel giro di pochi giorni). Peccato che per permettere una ricostruzione perfetta di detta membrana occorre anche che ci si alimenti correttamente, con tutti i nutrienti necessari (soprattutto gli Acidi grassi polinsaturi, gli essenziali Omega 3 in particolare) per fare in modo che le nuove cellule che costituiscono detta membrana si formino correttamente, con delle solide membrane e con dei solidi legami tra una e l’altra; il risultato potrebbe essere un intestino del tipo “colabrodo”, con dei veri e propri buchi che permetterebbero il passaggio di tutto e di più oltre il normale assorbimento fisiologico, con associate tutte le potenziali conseguenze.

Quindi la brava Dottoressa Kousmine ha previsto che, oltre ad una sana alimentazione ricca di fibre derivanti dall’uso di alimenti integrali e molti vegetali utili per mantenere un buon transito intestinale con evacuazioni regolari, si pratichino i lavaggi intestinali per rimuovere le scorie che ristagnano nell’intestino magari da parecchi anni.

Come? Con gli Enteroclismi e/o con l’Idrocolonterapia. Mentre gli enteroclismi possono essere praticati a casa propria con gli opportuni Kit che si trovano al costo di pochi euro in farmacia, l’Idrocolon deve essere praticata da uno specialista ed i costi sono più elevati. Le differenze sostanziali tra i due metodi sono:

Enteroclisma

1) Enteroclisma: si pratica con 2 litri di acqua e camomilla (5 filtri sono sufficienti) ad una temperatura di 36-37°C e si può raggiungere al massimo la parte iniziale del Colon traverso.

idrocolon

2) Idrocolon: si pratica con 30-40 litri di acqua mediante lavaggi successivi in leggera pressione ma guidati da massaggi ed evacuazioni tranquillamente controllati dallo specialista con una macchina apposita e per un tempo ragionevole di circa 1 h. Nel caso dell’Idrocolonterapia si arriva a lavare completamente il Colon fino alla valvola Ileocecale, quindi alla fine del Colon ascendente; si utilizza acqua riscaldata alla temperatura corporea di 37°C. Dopo l’Idrocolon è bene eseguire un ripristino della flora batterica intestinale con opportuni probiotici. Anche il mantenimento di un buon “ecosistema intestinale” diventa infatti necessario; questo non significa solo alimentarsi consapevolmente secondo buone regole di vita sana, che nel metodo Kousmine non mancano di certo, ma anche prendersi cura di mantenere in equilibrio la microflora intestinale (Eubiosi). Porre attenzione ai sintomi più comuni (diarrea, stipsi, gonfiori addominali, flatulenza, meteorismo) legati ad uno squilibrio moderato della flora batterica intestinale (Disbiosi) aiuta a mettere in atto subito quei rimedi utili al suo riequilibrio ed evitare così quei peggioramenti che porterebbero a disturbi più fastidiosi che, se ulteriormente non risolti, potrebbero portare scompensi a livello più generale e sintomatologie più importanti.

Da un punto di vista psicologico mi rendo conto che occorre entrare nel merito con una certa cautela ovvero abituarsi all’intimità di queste pratiche inizialmente eseguendo gli enteroclismi per proprio conto, per prendere confidenza con quella parte del corpo che purtroppo per la maggior parte di noi è un po’ un tabù; far diventare questa pratica una normale attività igienica così come lo è una buona doccia. Successivamente non ci saranno ostacoli ad affrontare l’idrocolonterapia che, per quanto apparentemente più invasiva, se fatta da un bravo tecnico risulta essere anche piuttosto rilassante e apportatrice di benefici immediati.

Consigli per una corretta pratica degli Enteroclismi.

Farsi un enteroclisma sembra una cosa banale, e in fondo, una volta acquisita la poca esperienza che serve, lo è; ci si deve però attenere alle poche ma utili istruzioni che seguono, si eviteranno errori che fanno perdere tempo e che potrebbero portare a inutili e demoralizzanti fastidi, con il rischio di abbandonare una pratica che invece è determinante per una buona Igiene intestinale.

Innanzitutto, quando avrete in mano l’apposito kit o, dovrete assemblare il tutto: Serbatoio da 2 lt, canna flessibile di collegamento tra serbatoio e rubinetto, cannula rettale.

Si prepara il liquido per eseguire l’enteroclisma facendo bollire poco più di 2 lt di acqua; all’ebollizione si spegne il fuoco e si mettono in infusione 5 bustine di camomilla. Non si deve utilizzare camomilla già pronta liofilizzata da sciogliere nell’acqua. Quindi solo bustine per infusione oppure fiori di camomilla essiccati in quantità equivalente (che potrebbero essere tre cucchiai da tavola colmi). Si lasciano in infusione per 4-5 minuti e si tolgono i filtri oppure si filtra l’infusione per eliminare i fiori di camomilla. Abbiamo ottenuto l’infuso che va raffreddato a 38-39 °C (si può utilizzare un termometro per liquidi per essere certi di ottenere la temperatura corretta); è bene travasare l’infusione nel serbatoio (rubinetto chiuso!) con un paio di gradi in più rispetto ai 36-37°C poichè nelle operazioni di riempimento e attesa prima di iniziare l’erogazione dell’enteroclisma si perderanno un paio di gradi di temperatura. Aprire il rubinetto per riempire la canna e poi richiudere. La temperatura del liquido è importante perchè una temperatura molto diversa da quella corporea di 36°C (sia più calda che più fredda) produrrà più stimolo ad evacuare prima del necessario. Posizionare il serbatoio ad un’altezza di 50-60 cm oltre l’altezza dell’ano; perciò occorre decidere quale posizione si preferisce assumere (vedi sotto) e organizzare la sospensione del serbatoio in modo opportuno. Consiglio di praticare l’enteroclisma in bagno dove si possono trovare opportuni sostegni per i serbatoio e dove si è più vicini al WC; si può stendere sul pavimento un asciugamani da spiaggia sopra il quale assumere la posizione scelta.

Ungere leggermente la cannula con Olio di semi di girasole (vedremo più avanti che questo olio serve anche dopo la pratica di lavaggio) per facilitarne l’introduzione nel retto attraverso l’ano. Assumere una delle posizioni mostrate nelle figure qui sotto:

Fig. 1: posizione sul fianco

Fig. 1: posizione sul fianco

Fig. 2: posizione sulle ginocchia

Fig. 2: posizione sulle ginocchia

A mio avviso la posizione sulle ginocchia risulta più comoda per gestire meglio l’introduzione della cannula, la gestione del rubinetto ed i massaggi addominali. Tuttavia alcune persone preferiscono la posizione sdraiata a pancia in su (tipo posizione da visita ginecologica) che risulta comunque comoda per il massaggio.

Introdurre la cannula nell’ano ed aprire il rubinetto in modo da far affluire l’infusione ad una velocità di circa 1/2 litro ogni 3-4 minuti (in entrambe le posizioni si può osservare un orologio ed il serbatoio, avendo così un’idea della velocità di erogazione). Durante l’erogazione del liquido si cercherà di massaggiare l’area addominale nella direzione di risalita del liquido: partendo dall’angolo in basso a sinistra dell’adddome, tra la zona pubica e la cresta iliaca sinistra, si eseguiranno dei massaggi verso l’alto come per spingere il liquido in senso contrario al colon discendente, proseguendo anche lungo il traverso (vedi figura qui sotto)

 La freccia rossa indica la direzione del massaggio


La freccia rossa indica la direzione del massaggio

Questo aiuta ad evitare spasmi e piccoli dolori durante il riempimento del colon; periodicamente si potrebbe sentire l’arrivo degli stimoli all’evacuazione, perciò si renderà necessario fare delle respirazioni a bocca aperta e veloci (come fanno i cagnolini) in modo da alleviare tali stimoli. In alternativa si può ridurre il flusso chiudendo leggermente il rubinetto ed aumentare i massaggi come descritti sopra. Si può provare anche a chiudere completamente il rubinetto, respirare e massaggiare, aspettando la fine dello stimolo e poi riprendere. All’inizio della propria esperienza, se proprio non si resiste, si potrà anche interrompere l’erogazione, estrarre la cannula, evacuare e riprendere poi l’enteroclisma; può succedere anche di dover interrompere un paio di volte, ma con il tempo e l’allenamento non succederà più.

Al termine dell’erogazione è bene non evacuare subito ma attendere il più possibile continuando a massaggiare. L’evacuazione potrebbe poi durare anche una ventina di minuti: noteremo delle evacuazioni successive che seguiranno le spinte peristaltiche intestinali con espulsione di scorie più o meno dure e vecchie.

Il momento migliore per fare l’enteroclisma è la sera prima di andare a letto, quindi dopo l’evacuazione una bella doccia calda aiuta a rilassarsi; terminata la doccia, prima di coricarsi si instilleranno 4 cucchiai corrispondenti a circa 60 ml di Olio di semi di Girasole (bio, spremuto a freddo, ecc) utilizzando una peretta in gomma, quelle che si usano per i bambini.  Questo viene fatto all’inizio, quando la carenza di Vitamina F (Omega 3) è certamente alta: durante la notte quest’olio verrà assorbito nel retto. Andando avanti nel tempo la quantità di olio assorbita sarà sempre meno e questo vuol dire che ci potranno essere delle perdite di olio dall’ano (è bene munirsi di pannolini, che aiutano ad assorbire eventuali perdite); ci si accorgerà che ad un certo punto non sarà più necessaria l’instillazione dell’olio poichè la perdita dell’olio nel pannolino o nella prima evacuazione del mattino sarà abbondante e commisurata alla quantità instillata: questo è il segnale che si può smettere.

Inutile dire che alla fine occorre ripulire il tutto, sciacquando tutto il kit e la peretta con acqua calda e lavando bene la cannula con acqua e sapone (Marsiglia o sapone per stoviglie vanno bene), risciacquando e lasciando asciugare all’aria per ritrovare il tutto pronto e pulito per il prossimo enteroclisma.

Come ho già detto tutto questo è frutto di esperienza personale; fare solo della teoria non è mia consuetudine poichè ritengo che la pratica abbia sempre la sua importanza anche per le cose semplici e chi si appresta ad insegnare deve avere fatto l’esperienza per poter trasmettere correttamente le cose con gli aspetti importanti e critici utili ad ogni insegnamento.

Per quanto riguarda la frequenza è utile dire che dipende dalla situazione della singola persona: si può andare da una frequenza quotidiana per un periodo da quantificarsi in funzione della gravità della situazione, fino a settimanale o quindicinale in situazione di stabilità e recupero della situazione. Il Medico Kousmine o il Naturopata potranno meglio consigliare.

Chi sono

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La mia storia

Sono nato a Milano il 22 luglio 1956, ho vissuto e studiato a Milano fino al conseguimento della Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche con il massimo dei voti.

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