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1° pilastro metodo Kousmine: UNA SANA ALIMENTAZIONE

Il peggioramento generale della salute umana colpita da lungo tempo dalla crescita esponenziale delle vittime e del numero delle malattie degenerative (della cui origine la medicina convenzionale non ne è ancora venuta a capo) e l’instaurarsi di gravi patologie già in giovane età, è legato ai cambiamenti introdotti nell’alimentazione che ha subìto da lungo tempo le pressioni e le distorsioni volute dalle attività dell’industria alimentare a loro volta legate alla necessità di produrre cibo per una popolazione sempre più numerosa. Dalle tavole nel mondo sono man mano scomparsi nutrienti indispensabili a salvaguardare la salute umana, sono scomparsi alimenti naturali come i Cereali integrali e gli Oli di semi spremuti a freddo (che Kousmine ha definito Vitamina F) preferendo purtroppo l’introduzione in larga scala di alimenti “morti” come le farine bianche, lo zucchero raffinato, le margarine e l’uso indiscriminato del latte vaccino e del lattosio industriale come ingrediente di un gran numero di preparati alimentari. Mano a mano anche l’agricoltura si è spinta industrialmente allo sfruttamento del terreno a favore di colture spinte e protette con pesticidi e concimi chimici per una sperata maggior resa e senza sprechi. Gli allevamenti intensivi di animali da macello nutriti sempre più con alimenti impropri e contro natura (ma dal punto di vista produttivo di grande efficienza), come le farine di proteine animali (per nutrire gli erbivori!!), associati alla somministrazione di ormoni e farmaci utili per l’ingrossamento delle masse corporee degli animali destinati in breve tempo al macello, hanno portato alla comparsa di sintomatologie anomale, simili agli effetti dell’ormonoterapia, persino nei bambini (mastopatie) oltre che alla comparsa di malattie legate allo sviluppo di nuovi virus di cui l’uomo ha dovuto temere fortemente per la propria salute (mucca pazza e aviaria). Questo però ha visto sicuramente la salute umana cadere sempre più nelle braccia dei sistemi sanitari che hanno visto i loro volumi di affari aumentare indiscriminatamente, aiutati dalle classi politiche e scientifiche che non si arrendono all’idea di una necessaria decrescita e un ritorno alla natura per la salvezza del genere umano. L’oblio degli alimenti naturali, che per fortuna pian piano stanno riprendendosi il campo e lo spazio perduti insieme alla consapevolezza di un vero vivere sano, ha permesso questo scempio nella salute umana, uno scempio che stiamo vivendo con dolore fisico e sofferenza emotiva ormai in tutte le famiglie abitanti di questo mondo e principalmente in quello, cosiddetto, occidentale.

Ecco qui di seguito i punti fondamentali di un Decalogo della Sana Alimentazione; applicando queste regole abbiamo la possibilità di ridare al nostro corpo la capacità di riequilibrarsi e ritornare ad essere in grado di vivere in salute, così come, d’altra parte, è stato programmato fin dal principio.

1-    Utilizzare unicamente oli vergini e prodotti da semi coltivati biologicamente, di prima spremitura a freddo e conservati correttamente (vale a dire in bottiglie di vetro scuro e a basse temperature dopo l’apertura del contenitore). La caratteristica di questi oli è la presenza di alte percentuali di acidi mono- e polinsaturi (uno o più doppi legami tra due atomi di carbonio della catena dell’acido grasso) definiti anche “Vitamina F”; si ricavano principalmente dai semi oleosi (ad esempio di girasole, di soia, di mais, di vinaccioli, di arachide, di colza e di oliva, questi ultimi tre più ricchi in acidi monoinsaturi); anche l’olio di lino e di noce sono molto ricchi in acidi polinsaturi, ma hanno la caratteristica di irrancidire molto rapidamente, se non vengono conservati correttamente e consumati in tempi brevi, dando origine addirittura a sostanze tossiche (ecco perché vengono venduti in bottigliette scure da poche centinaia di grammi).

Olio % Saturi % Monoinsaturi %Polinsaturi
Girasole 11 24 65
Arachide 20 50 30
Mais 13 27 60
Vinaccioli/Lino 12 16 72
Oliva 15 75 10
Riso 16 43 38

Gli acidi grassi polinsaturi sono anche detti “essenziali” poiché intervengono in funzioni vitali nell’organismo umano che non è in grado di fabbricarseli da solo; tali acidi sono l’acido linoleico, l’acido alfa e gamma linolenico, l’acido di-omo-gamma-linolenico e l’acido arachidonico. Essi hanno un ruolo fondamentale sulla struttura e sull’impermeabilità delle membrane cellulari oltre che nella sintesi delle Prostaglandine (elementi necessari nei meccanismi di difesa immunitaria, comunemente indicate con le sigle PGE2 e le PGE1).

Questi oli non devono essere mai cotti e, una volta aperto il contenitore, vanno conservati in frigorifero; un riscaldamento al di sopra dei 40°C ne determina la morte, ossia la trasformazione strutturale della molecola (da cis a transi) che non la rende più utilizzabile dal nostro organismo costituendo così delle vere e proprie tossine.

2 – Non utilizzare i cosiddetti grassi vegetali, tanto meno le margarine, qualsiasi sia la loro provenienza. Evitare altresì qualunque preparato che contenga i suddetti grassi. I vegetali, come noto, alla temperatura ambiente non producono grassi solidi ma solo oli. Per produrre grassi occorre l’intervento di un chimico che, scaldando gli oli in presenza di idrogeno ed un catalizzatore, ottiene sostanze che alla temperatura ambiente sono solide ma del tutto estranee al mondo naturale. Sono sostanze che contengono calorie ma non vengono utilizzate per ricostruire le preziose strutture cellulari che ci servono, contribuiscono perciò ad una cattiva nutrizione. La margarina fa parte di queste sostanze grasse, che con l’aggiunta di una percentuale di acqua (16%) acquisisce la gradevole ma innaturale consistenza del burro. Studi recenti hanno dimostrato che l’uso di sostanze grasse artificiali, o di oli denaturati aumenta il fabbisogno di Vitamina F biologicamente attiva ed esercita un’azione anti-metabolica.

3 – Usare poco burro: 10 o al massimo 30 grammi al giorno e non va mai cotto. Il burro è una sostanza molto povera di “Vitamina F” e la natura ha fatto in modo che fosse più utile al vitello piuttosto che all’uomo. La presenza di burro nel latte vaccino sostiene una rapida crescita del vitello fino allo svezzamento, dopo di che il vitello stesso non ha più bisogno del burro. L’uomo invece ne consuma spesso in grandi quantità, anche fino a 200 grammi al giorno, e questo è la premessa per gravi alterazioni dello stato di salute consentendo l’insorgere di malattie degenerative.

4 – Consumare giornalmente cereali integrali biologici: riso, segale, orzo, miglio, grano saraceno, farro, avena, grano, eccetera. I cereali devono essere utilizzati sottoforma di farine macinate fresche per preparare i piatti, oppure in grani o germogliati. Meglio consumare un solo cereale alla volta, per una migliore digestione, ed evitare i prodotti a base di farine bianche raffinate: pane, biscotti, prodotti di pasticceria commerciali. Oggi abbiamo a disposizione altri “semi” che non sono proprio dei cereali ma che hanno notevoli proprietà nutrizionali: l’amaranto e la quinoa.

5 – Mangiare pane integrale a condizione che sia preparato con farine biologiche, macinate di fresco e lievitato naturalmente (pasta madre); va evitato l’uso di pane integrale di cui non si conosce la provenienza e il metodo di preparazione. Va ricordato che gli strati esterni dei cereali, quelli che rendono integrale la farina, sono anche le parti che più si impregnano di antiparassitari se questi vengono utilizzati nella cura delle coltivazioni. Ecco perché è importante utilizzare solo prodotti integrali provenienti da coltivazione biologica.

6 – Ridurre il consumo di carne preferendo invece il pesce, le uova nostrane, i legumi (la soia in modo particolare). Ricordiamoci che la carne contiene dal 10 al 35% di grassi saturi nascosti al suo interno, oltre a quello visibile esterno. Questi grassi sono simili al burro; inoltre sappiamo che anche il pesce più grasso non è mai tanto grasso quanto la carne più magra; la soia in oriente è considerata la carne vegetale poiché contiene per circa il 40% amminoacidi essenziali (le sostanze cosiddette “essenziali” sono quelle che il nostro organismo non può produrre da solo); ecco perché è importante conoscerle ed introdurle regolarmente con la nostra alimentazione. Per il suo valore biologico la proteina di soia è identica a quella umana e superiore a tutte le altre proteine. E’ conveniente consumare pesce fresco, uova, pollame nostrano e carni provenienti da animali allevati biologicamente ma è sconsigliato consumare questi prodotti durante il pasto serale.

7 – Mangiare tutti i giorni frutta e verdura fresca di stagione proveniente da coltivazioni biologiche certificate. L’uso degli antiparassitari e delle colture forzate con concimi chimici impoverisce i prodotti dell’agricoltura che non hanno il livello nutrizionale atteso. Anche l’uso di prodotti coltivati e consumati fuori stagione non permette un regolare apporto di elementi nutrizionali paragonabili agli stessi prodotti che invece siano stati coltivati biologicamente e maturati nella stagione naturale. Ecco perché l’uso di prodotti biologici non solo ci evita l’ingestione di quantità ignote di prodotti tossici, ma ci garantisce un apporto di minerali, vitamine ed oligoelementi sufficienti a tutte le funzioni del nostro organismo.

8 – Eliminare lo zucchero bianco raffinato, sostituendolo unicamente con lo zucchero integrale. Va ricordato che lo zucchero integrale non provoca carie e questo è dimostrato da studi eseguiti da dentisti e successivamente verificati dalle associazioni di odontostomatologia preventiva; anzi lo zucchero integrale rappresenta uno degli elementi essenziali nella prevenzione della carie. Il contenuto di zucchero raffinato nelle caramelle, nei chewing-gum, nella cioccolata, nei gelati, nelle bibite e succhi di frutta industriali, ci permette di sconsigliarne il consumo.

9 – Non bere alcool e non fumare, non fare uso di eccitanti come caffè e the. Non c’è molto da dire a proposito, salvo che in questi prodotti di consumo sono presenti sostanze estranee al nostro metabolismo; non solo non portano alcun contributo nutrizionale positivo ma addirittura sottopongono l’organismo alla presenza di sostanze chimiche tossiche, spesso derivanti dai trattamenti ad alte temperature cui sono sottoposti i prodotti originari che conducono alla formazione di sostanze mutagene e quindi potenzialmente cancerogene.

10 – Consumare quantità ridotte di latticini quali formaggi e latte. Conoscendo il contenuto di “equivalente in burro” dei vari latticini dobbiamo adeguare l’uso degli stessi in modo da non superare l’equivalente di 30 g di burro al giorno. La seguente tabella può essere utile per orientare il consumo dei latticini senza superare le dosi consigliate in burro equivalente:

Quantità Prodotto Burro equivalente
1 litro Latte 38 g
1 litro Latte parzialmente cremato 17 g
100 g Formaggio con 45% di grassi 25 g
100 g Formaggio con 70% di grassi 50 g
100 g Panna fresca 30 g
100 g Carne (vari tipi e tagli) Da 10 a 35 g


ulteriori sani consigli

a) Non bere o bere pochissimo durante i pasti. I liquidi diluiscono i succhi gastrici arrecando disturbo alla digestione, rallentandola o rendendola insufficiente per un corretto e successivo assorbimento dei nutrienti.

b)  per gli stessi motivi e a maggior ragione non bere bibite gassate durante i pasti, tantomeno se zuccherate.

c) Masticare bene prima di deglutire: la fisiologia della digestione insegna che è necessario ridurre ai minimi termini i bocconi di cibo che introduciamo nel canale digerente; la masticazione è la prima tappa del processo digestivo. Ricordiamoci che la saliva contiene la ptialina, un enzima (amilasi salivare) che attiva da subito la digestione dei carboidrati; dato che viene inibita dall’acidità gastrica è importate fare in modo che svolga il più possibile il suo compito prima di entrare nel succo gastrico, quindi è importante mantenere a lungo in bocca il bolo alimentare per favorire la predigestione dei carboidrati. Non farlo ci porta a stimolare maggiormente il pancreas (il quale secerne gli enzimi digestivi, amilasi pancreatiche, che dovranno lavorare nell’intestino) che se non fosse in grado di mettere a disposizione sufficienti enzimi digestivi ci porterebbe ad una mal digestione dei carboidrati ed a fermentazioni intestinali con conseguente disbiosi (disequilibrio della flora batterica intestinale). Le proteine ed i grassi non vengono predigerite in bocca, ma la loro buona digestione nello stomaco e nell’intestino deriva da una buona frantumazione fisica che porta ad un incremento della superficie di attacco degli enzimi che si dovranno far carico della loro distruzione con una conseguente miglior possibilità di essere ben digeriti. Proteine mal digerite che arrivano nel tratto finale dell’intestino generano putrefazione con formazione di sostanze tossiche potenzialmente riassorbibili attraverso la parete intestinale.

d) Consumare le verdure crude all’inizio dei pasti perché l’azione degli enzimi in esse contenuti facilita la digestione degli altri alimenti che essendo stati cotti presentano una vitalità enzimatica inferiore; è noto infatti che gli enzimi, essendo strutture proteiche, si degradano col calore. E’ stato inoltre dimostrato che ogni volta che si inizia un pasto mangiando cibi cotti, si ha un innalzamento dei linfociti nel sangue segno che il sistema immunitario si è messo in moto; questo fenomeno non succede se si inizia il pasto mangiando verdure crude. Questo semplice accorgimento permetterà al nostro organismo di risparmiare  stress ed energie al nostro sistema immunitario e sarà un’abitudine salutare per aiutare il nostro dispendioso processo della digestione.

e) Consumare alimenti di stagione: gli alimenti di stagione sono maturati nel ciclo biologico naturale, sono quindi più ricchi dei nutrienti corretti e adatti a supportare il buon funzionamento del nostro corpo. Evitare gli alimenti derivati dalle colture intensive e continue nell’arco dell’anno aiuta a non incorrere in carenze nutrizionali. Inoltre penso che sia molto importante mantenere un’affinità energetica contenuta nella stagionalità dei frutti della terra a noi più vicini e la stagionalità del nostro bioritmo che li richiede in un certo periodo dell’anno: d’estate sono i pomodori della “nostra estate” che vibrano con la nostra energia estiva. I pomodori olandesi non vibrano della stessa energia del bioritmo invernale, quindi non possono essere utili alla nostra nutrizione e possono, al contrario, creare problemi.

f) Mangiare la frutta da sola e mai mischiata con altri alimenti, ad eccezione che nella Crema Budwig a colazione (vedere più avanti il paragrafo sull’organizzazione dei pasti). Qualsiasi alimento, infatti, viene trascinato velocemente dalla frutta e ciò impedisce una corretta digestione causando inoltre fastidiose fermentazioni e modificazioni della flora batterica intestinale. L’ideale sarebbe mangiare la frutta cruda il mattino a digiuno oppure a metà pomeriggio, almeno due ore prima di cena. Consumando la Budwig al mattino presto, potremo mangiare una porzione di frutta a metà mattina un paio d’ore circa prima del pasto.

g) Evitare di mangiare cibi fritti tiene lontano dal nostro corpo sostanze provenienti dall’alterazione del burro o degli oli usati in questo tipo di cottura che sottopone questi grassi alle alte temperature; ciò infatti conduce inevitabilmente alla formazione di sostanze chimiche non solo estranee ed inutilizzabili dal nostro metabolismo ma addirittura tossiche che creano inutili sovraccarichi che il nostro corpo dovrà faticare a smaltire.

h) Non bere bevande troppo fredde ne troppo calde: il freddo rallenta il processo digestivo, le peristalsi del tubo digerente, procurando una stasi digestiva che può anche portare a congestione (anche se non è stato consumato un pasto); si dice invece che le alte temperature possono procurare la formazione di tumori esofagei. Ecco dunque l’importanza di trattenere in bocca bevande e alimenti troppo freddi o troppo caldi, daremo il tempo di adattarne la temperatura ad una più fisiologica.

i) Utilizzare metodi di cottura adeguati: il metodo di cottura ideale è un compromesso tra il tempo, che deve essere il più breve possibile, e la temperatura che deve rimanere al di sotto dei 100 °C, per rispettare il valore nutrizionale dell’alimento che vi viene sottoposto. Da questo punto di vista la cottura ideale è quella a vapore e a fuoco lento. Occorre tuttavia evitare di cuocere, lasciar raffreddare e poi riscaldare nuovamente poiché questo procedimento porta più velocemente alla denaturazione dei nutrienti; conviene invece pre-cuocere lentamente al vapore e lasciare “al dente” l’alimento, per poi completare la cottura in un secondo momento. Le alte temperature producono invece alterazioni tali delle sostanze, anche quelle comunemente considerate alimentari, tanto da arrivare alla formazione di sostanze mutagene e quindi potenzialmente cancerogene. Cuocere alla griglia, friggere, cuocere al forno, caramellare produce alterazioni deleterie decisamente sconsigliate per un’alimentazione sana. Va tuttavia riconsiderato l’uso della pentola a pressione che, pur cuocendo ad una temperatura superiore ai 100°C (ma non molto sopra) permette l’abbreviazione dei tempi stessi di cottura, cosa che probabilmente salvaguardia l’aspetto “contenuto nutrizionale”

j) Rispettare l’astinenza dai cibi cui siamo intolleranti è una pratica necessaria per poter combattere le intolleranze che eventualmente ci sono state riscontrate. Rispettare comunque le indicazioni dello specialista che ci ha riscontrato le intolleranze è sicuramente una buona pratica che ci permette, in un certo lasso di tempo, di reintrodurre gli alimenti cui siamo momentaneamente intolleranti

k) L’organizzazione dei pasti: colazione da re, pranzo da principe e cena da povero è un principio base del Metodo Kousmine ma è anche valido per tutti coloro che vogliono rispettare un principio di sana alimentazione. La prima colazione del Metodo Kousmine è la Crema Budwig (La prima colazione della salute) ed è il pasto principale; essa deve essere consumata non prima di 40 minuti dopo essersi svegliati, per dare tempo al sistema linfatico di rimettersi in moto. Data l’importanza di questo pasto all’interno del metodo alimentare applicato dalla Dr.ssa Kousmine, ritengo utile dedicare una sezione intera su questo argomento con la speranza di essere più esaustivi possibile. Per chi ne vuole sapere di più può anche fare riferimento al libretto specifico La prima colazione della salute. La Crema Budwig fornisce una bassa quantità di calorie, fornendo al tempo stesso gli elementi nutritivi necessari: proteine, zuccheri lenti, zuccheri rapidi, vitamine, minerali, oligoelementi, fibre e non ultima la Vitamina F degli oli di semi.

Solo pochi consigli immediati: preparare la Crema Budwig poco prima di consumarla, evitando di conservarla anche se in frigorifero; usare sempre cereali integrali biologici ed un solo tipo alla volta senza mescolarne di diversi tipi, alternando spesso i cereali ed i semi oleosi, macinarli appena prima di consumarli per mantenere quali- quantitativamente intatti i loro componenti (eventualmente conservarli per non più di due giorni in barattolo scuro o coperto da foglio di alluminio ed in frigorifero). I cereali integrali devono essere vivi (devono poter germogliare) e si dovrebbero escludere il grano e la segale, poiché contengono troppo glutine, ed i prodotti già lavorati come i fiocchi d’avena, poiché si tratta di alimenti che “sporcano” l’organismo in quanto sono ormai morti; allo stesso modo non utilizzare frutta in scatola che normalmente è sciroppata e quindi ricca di zucchero raffinato o glucosio. Si consiglia di lasciare i semi oleosi una notte a bagno in acqua di sorgente per liberare gli enzimi di alcuni elementi nutritivi bloccati nei semi secchi, così facendo saranno più digeribili ed assimilabili.

Il pranzo “principesco” sarà composto dal 25% di Cereali, 25% di Verdure crude miste opportunamente condite con olio crudo di semi ricco di Vitamina F, 25% di verdure cotte al vapore o comunque poco cotte e dal 25% di alimenti proteici (pesce, carne, uova, formaggio o legumi); iniziare con le verdure crude fresche in insalata, seguire con le verdure cotte come contorno alle proteine. Cereali sotto forma di crepes o gallette, creme, germogli o come pane.

Il pasto serale, la cena da povero, va consumato il prima possibile e deve essere leggero, senza carne o proteine animali e costituito, al più, da verdure crude (33%) condite con olio crudo (anche una miscela di olio extravergine di oliva e un olio di semi spremuti a freddo), Cereali (33%), Verdure cotte (33%). Chi fa un lavoro sedentario può fare a meno del terzo pasto giornaliero ed eventualmente sostituirlo con frutta e yogurt oppure yogurt e semi oleosi macinati (i semi di lino sono consigliati per sfruttare al meglio le proprietà dell’olio in essi contenuto).

l) Non mangiare mai troppo, alzarsi sempre da tavola con ancora un po’ d’appetito per evitare sovraccarichi digestivi e conseguenze correlate. La pesantezza post prandiale induce anche sonnolenza, (se fosse solo questo il risultato di una mangiata troppo abbondante sarebbero guai solo per chi non si può permettere una pausa “sonno”), ma il mangiar troppo è purtroppo uno dei guai principali alla base del cattivo livello di salute delle società del cosiddetto “benessere”, quella in cui viviamo. Mangiare prima di tutto una bella insalata di verdura, mangiare lentamente e masticare abbondantemente, sono trucchi che ci permettono di sentire lo stimolo della sazietà prima di essere “troppo pieni” per aver mangiato troppo. Una pausa di 5-10 minuti dopo la prima insalata, soprattutto se accompagnata da un sorso d’acqua aiuta maggiormente ad arrivare al senso di sazietà al momento giusto. Infatti il senso di sazietà è un segnale fisiologico che interviene dopo un certo tempo dall’ingestione; se in questo intervallo di tempo riusciamo ad ingurgitare l’inverosimile, con buona probabilità stiamo dando un ulteriore calcio alla nostra salute.

m) Non mangiare dolci dopo un pasto di proteine, infatti la digestione dei carboidrati e delle proteine è diversa e metteremmo in competizione i due processi tanto da sfavorire l’uno rispetto all’altro con il risultato di cattive digestioni dei cibi e relative conseguenze.

n) Altri alimenti da evitare: le conserve vanno sempre sostituite con alimenti freschi e biologici; poco sale, esso è già contenuto negli alimenti proposti, eventualmente utilizzare sale integrale o sale rosa dell’Himalaya o la polvere d’alghe che sono ricchi di oligoelementi; le caramelle ed i dolciumi in genere, contengono zucchero; se proprio abbiamo bisogni di un dolcetto sostituiamoli con della frutta secca (attenzione, per frutta secca intendo frutta vera essiccata, non confondiamola con i semi oleosi come le nocciole, le noci, ecc; i succhi di frutta industriali, le bibite gassate e zuccherate contengono mediamente 100 g di zucchero raffinato per litro, sostituiamoli pertanto con succhi di frutta freschi; biscotti e prodotti di pasticceria industriale, meglio farli in casa con gli ingredienti che conosciamo naturali, integrali e biologici.


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Sono nato a Milano il 22 luglio 1956, ho vissuto e studiato a Milano fino al conseguimento della Laurea in Chimica e Tecnologia Farmaceutiche con il massimo dei voti.

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